Cream Hotel – Intervista a Michele De Meo di Regiohotel Manfredi
Pubblicato il: Maggio122020

Cream Hotel – Intervista a Michele De Meo di Regiohotel Manfredi

Come cambia e si muove il mondo della ricezione turistica per il Covid-19?

Cream Hotel, il nuovo “Format in Quarantena” che dà voce a personalità autorevoli del Settore Turistico pugliese e nazionale, per raccontare come sta cambiando il mondo della ricettività in questi giorni, arriva al suo terzo appuntamento.

IL CONTESTO
Con l’uscita dal Lockdown del 4 maggio e gli allentamenti graduali delle restrizioni Anti-Covid19, il turismo ricettivo italiano sta pian piano riorganizzandosi per l’estate 2020.
In attesa del via libera del governo per spostamenti tra Comuni e Regioni, strettamente correllato ai “numeri” della pandemia, le strutture che non hanno mai chiuso o che stanno riaprendo in questi giorni, cominciano ad accogliere i primi ospiti “business” e a sperimentare le soluzioni migliori per garantire sicurezza e salute ai futuri clienti, quasi certamente solo ed esclusivamente italiani e, ancor più nello specifico, locali.

L’INTERVISTA
Il protagonista della terza intervista di Cream Hotel è Michele De Meo, Consigliere Delegato di “Marina del Gargano – Porto Turistico di Manfredonia” e direttore del Resort “Regiohotel Manfredi” di Manfredonia, punto di riferimento per il florido turismo del Gargano con le bellissime suite, la piscina e l’ampia area Benessere, ma anche fiore all’occhiello per i segmenti Meeting e Business.
Scopriamo come ha reagito il Regiohotel all’emergenza Covid-19 e quali sono le previsioni per la stagione e per il futuro.

LE DOMANDE


1.Come si stanno muovendo le associazioni di categoria per affrontare il momento e ricostruire il settore nel post emergenza?


Le associazioni di categoria stanno facendo la loro parte, anche se le risposte tardano ad arrivare su tutti i fronti sia per quanto riguarda l’intensità degli aiuti di stato a fondo perduto che per i protocolli da adottare. Ovviamente abbiamo bisogno di aiuto sotto ogni forma e penso che mai come in questo momento dobbiamo essere uniti e provare a fare sistema, ammainando la bandiera del partito e innalzando solo quella dell’Italia. Non si possono fare polemiche, ma servono confronti con i veri attori del comparto. Le decisioni vanno prese condividendole dal basso. Ci sono molte cose che non sono state valutate attentamente.

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2. Parliamo di numeri: cosa ha comportato, fino a ora, il Covid 19 per la vostra attività e in che modo avete reagito e reagirete al contraccolpo?

La situazione è drammatica, in quanto non si pensava che potesse durare così tanto. Si è passati da una semplice influenza stagionale così come dicevano inizialmente i media a una vera pandemia. Nel giro di poche settimane il mercato si è azzerato con conseguenze economiche davvero drastiche, data l’importanza del comparto sul PIL mondiale con un’incidenza di circa del 20%. Ai primi di marzo è saltata l’intera programmazione gruppi, al 90% stranieri, frutto di anni di duro lavoro e inizialmente si pensava che bastasse riprogrammare gli stessi arrivi nel mese di maggio per contenere il danno: pian piano la situazione si è invece complicata, con i contagi giunti in ogni parte del mondo che hanno portato a numerose cancellazioni dell’intero mercato, sia gruppi che individuali. Non c’è stato verso sia per il mercato business che leisure e, man mano che siamo andati avanti con decreti e restrizioni, il booking si è totalmente azzerato e il telefono ha smesso di squillare per ben due mesi. Nessuna mail, nessuna richiesta d’informazioni, solo richieste di rimborso: qualsiasi comunicazione è stata vana perché il terrore è così grande che ogni cittadino del mondo ha depositato il suo bagaglio di viaggio. Abbiamo colto l’occasione per terminare i lavori di ristrutturazione delle camere, che per nostra fortuna non siamo riusciti a fare prima, in virtù dell’alta occupazione e abbiamo continuato a sperare ogni giorno che la situazione potesse riprendere quanto prima, almeno per non perdere i grandi appuntamenti della stagione. È arrivata la Pasqua, i famosi ponti di primavera, mai come quest’anno accompagnati anche da un clima mite e favorevole. Ancora niente all’orizzonte fino a quando, con la ripresa delle attività al 4 maggio, il telefono ha ricominciato a squillare ed è arrivato qualche cliente. Ovviamente parliamo di una clientela business, costretta a viaggiare per motivi di lavoro nei settori produttivi che l’hanno fatto da padrone in questo periodo: sanità e alimentare.
In questi duri mesi abbiamo focalizzato le nostre attenzioni sulla formazione ma anche sull’organizzazione, oltre che sulle nuove strategie di marketing. Cosa potevamo comunicare in quei giorni? Eravamo in difficoltà anche a pensare al modo di comunicare perché il mondo piangeva le migliaia di vittime del Covid 19. L’unico messaggio che potevamo trasmettere era di tenere in vita la voglia di vacanza. Nel frattempo molti dipendenti che avrebbero cominciato a lavorare per la stagione 2020 sono rimasti a casa e alcuni di essi oggi sono ancora senza nessuno aiuto del governo.

3. Quali azioni state personalmente mettendo in pratica per mantenere aperte le strutture e invogliare i clienti a prenotare per le vacanze?
La struttura, essendo un resort, è rimasta sempre aperta per garantire l’integrità della stessa e salvaguardarla da eventuali azioni di sciacallaggio. Abbiamo da subito pensato come poter arginare il problema e limitare i contagi, considerando che non siamo una struttura ospedaliera e che la sicurezza del luogo deve essere comunicata in un certo modo. Abbiamo da subito eliminato il buffet delle colazioni e, ospitando solo clientela italiana, da ora in poi abbiamo deciso di  ritornare alla piccola colazione ormai dimenticata in tutti gli hotel nazionali. Nonostante nessun decreto avesse vietato l’apertura del ristorante, abbiamo ben pensato di chiuderlo per contenere i danni e purtroppo per i nostri pochi clienti abbiamo pensato solamente al servizio bar. Abbiamo oggi un’app che ci permette di prendere l’ordine della colazione  senza avere contatti e il cliente potrà decidere di fare colazione in camera senza il pagamento di nessun supplemento. Check in on line e fast check out sono ormai fondamentali per evitare contatti con il cliente. A breve riaprirà il ristorante clienti, perché dobbiamo necessariamente ripartire, offrendo la totalità dei servizi. Rimarranno in attesa solamente il centro benessere e le sale riunioni, fino a nuove disposizioni. Ovviamente non abbiamo pensato di fare offerte e di spingere sulla leva del prezzo, perché oggi il cliente non cerca la convenienza ma la sicurezza. A tal proposito abbiamo formato il personale e le sanificazioni avvengono a ogni partenza, secondo quanto stabilito dalle indicazioni giunte dalle associazioni di categoria.

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4. In che modo cambierà l’offerta ricettiva per questo 2020?
Si pensava a una ripresa già da maggio, ma saltando i ponti e dovendo lavorare solo con una clientela italiana, la stagione 2020 si limiterà solo a flussi turistici domestici nei mesi di luglio e agosto. Pernottamenti brevi e sotto data, oltre a un maggior consumo di weekend. Ci saranno molte strutture ricettive stagionali che non apriranno in virtù della difficoltà di raggiungere equilibri economici e finanziari in tempi di produzione molto ristretti. Al contrario, invece, ci sono tanti motivi che spingono gli imprenditori ad aprire: mantenere il valore dell’immobile perché legato alla produzione, continuare a ospitare clienti storici, svolgere un ruolo sociale con il mantenimento dell’occupazione anche in questo periodo e soprattutto partire meglio il prossimo anno. Così facendo non perdiamo visibilità e ranking sulle OTA e manteniamo la brand reputation con nuove recensioni.   
Ciò nonostante la stagione è segnata e si stima che si possa recuperare lo status del turismo italiano solo fra 3 anni. Può essere che in questa fase storica le strutture turistico-ricettive di grandi dimensioni siano penalizzate in virtù di ipotetici assembramenti.  Bisognerà lavorare per creare altri prodotti turistici che non siano legati al mare. Pensiamo al prodotto cultura, natura e gusto, che trovano in Puglia tantissime possibilità. Oltre a InPuglia365, abbiamo bisogno di promuovere la molteplicità dei prodotti, in modo da poter attrarre nuovi segmenti di mercato.

5. Le vostre speranze e i vostri obiettivi dopo questo importante stravolgimento economico, ma soprattutto umano e sociale.
Il nostro obiettivo oggi è di ripartire e di garantire l’occupazione ai dipendenti sia stagionali che annuali. Ovviamente lavorando potremo far ripartire tutta la filiera legata al mondo alberghiero, dalle forniture alimentari ai servizi, dai detergenti alla lavanderia. Siamo sicuri che ce la faremo ed è solo una questione di tempo. Se arriveranno gli aiuti dallo Stato avremo meno disagio sociale e umano, perché chi lavora nel turismo vive di emozioni e, stando a casa, iniziano a mancare. 

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